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Vaccini, parte il conto alla rovescia. Servizi a domicilio e prenotazioni, crescono i disagi

FERMO – Sbagliato utilizzare il metodo delle prenotazioni online o tramite il numero verde per le vaccinazioni degli ultraottantenni. E’ quanto rimarcano i medici di famiglia tramite il presidente provinciale della Paolo Misericordia.

Lamentano inoltre il fatto di non essere stati coinvolti e informati sull’organizzazione della campagna vaccinale in partenza da sabato degli over 80, riguardo specialmente quella da effettuare a domicilio, che dovrà essere fatta proprio da loro e dall’Adi.

I problemi
Soggetti che non possono essere spostati per raggiungere i centri di vaccinazione stabiliti poiché più fragili e con patologie maggiori e più invalidanti. Questioni non trascurabili che dovrebbero vedere i medici di famiglia attori primari poiché sono gli operatori sanitari che più di ogni altro conoscono il quadro clinico generale di ogni assistito. Quindi interlocutori prioritari nella predisposizione del piano di vaccinazione, ma che così non è stato finora.

Le condizioni di salute
«I cittadini considerano il medico di famiglia referente delle proprie condizioni di salute e quindi anche per avere informazioni su come fare la vaccinazione. Abbiamo tutti i giorni – dice Misericordia – le linee telefoniche intasate per rispondere. E’ un disagio assoluto per gli assistiti che sono disorientati ed è assurdo pianificare una situazione del genere. Senza considerare tutti coloro che non si possono spostare, per i quali il vaccino occorre effettuarlo a casa, e proprio per la maggiore gravità delle loro condizioni dovrebbero avere la priorità. Si sarebbe dovuta convergere tutta l’organizzazione verso la medicina di base, con una fornitura continuativa di dosi per consentire al medico di famiglia di fare il vaccino per gli over 80. Sarebbe stato utile ragionare su questi processi prima di studiare il metodo. Mi auguro che la Regione si ravveda e conferisca alla medicina di base di poter fare i vaccini. Sia ora che dopo per le altre categorie, a cominciare dagli estremamente vulnerabili. Le caratteristiche di ognuno le conosce solo il medico di famiglia».

Il metodo
Quindi un metodo diverso per stabilire le priorità, visto che, secondo Misericordia, ci vorranno almeno 2 mesi per vaccinare tutti gli ultraottantenni, quindi dovranno essere distinti per necessità relative allo stato di salute. «Con la Federazione nazionale, della quale faccio parte – continua – stiamo mettendo a punto, in un tavolo di esperti, un algoritmo per sequenziare le vaccinazioni degli ultraottantenni divisi in categorie per priorità, partendo dai casi più gravi: pazienti sopra novant’anni completamente dipendenti, tra 80 e 90 dipendenti completamente, maggiori dei 90 anni, poi 80-89 anni con gravi patologie croniche, stessa fascia di età con patologie croniche, 85-89 e a seguire 80-84enni che stanno abbastanza bene».

L’età
«Una suddivisione – rimarca – che ha un senso visto che il periodo di vaccinazione si allunga. Non è possibile che gli anziani interessati si autoselezionino solo in base a chi è più veloce al computer». Oggi è in programma un incontro in Regione.

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